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Dal Foglio di venerdì 7 dicembre 2007 La legge del più debole “L’ironia è che gli avversari della ricerca sulle staminali embrionali sono stati considerati come antiscientifici, mentre i fautori della ricerca come pionieri in lotta contro la dottrina religiosa. E’ vero il contrario. La promessa della cura non deve essere posta contro il valore infinito della più giovane delle vite umane. Il forte deve proteggere il debole”.
Troppi aborti in Inghilterra, il padre della legge si pente
DA "il GIORNALE" del 25 Ottobre 2007, a cura di GAIA CESARE:
Ride e piange. Anche se ha appena dodici settimane. Anche se è ancora nel pancione della mamma. E sembra quasi che cammini nel suo grembo. L’immagine tridimensionale di un feto prodotta da Stuart Campbell, ex professore di Ostetricia e Ginecologia al King’s College di Londra e pioniere delle più recenti tecnologie di analisi prenatale, da qualche tempo ha riaperto nel Regno Unito il dibattito sull’aborto e costretto all’apertura di un’inchiesta del Comitato per la Scienza e la Tecnologia. Ma da ieri, da quando il padre della legge nazionale sull’interruzione di gravidanza, il liberaldemocratico Lord Steel, ha parlato al Guardian sostenendo che «troppi aborti»vengono praticati nel Paese e che l’abuso è ormai diventato una triste realtà, a Londra è scoppiata la bufera.
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E i numeri non sono confortanti. Secondo le più recenti statistiche, lo scorso anno in Inghilterra e Galles sono stati praticati oltre 194mila aborti - con un aumento del 4 per cento rispetto al 2005 -, ma la cifra supera quota duecentomila se si includono anche quelli cui sono state sottoposte le donne irlandesi e nordirlandesi (dove la legislazione consente l’interruzione di gravidanza solo in caso di pericolo di vita per la madre e spinge verso la Gran Bretagna molte donne che non vogliono rinunciarvi). I dati del 1967 - anno in cui è entrato in vigore il provvedimento - registravano 55mila aborti.
È proprio a causa di queste cifre che si è pronunciato ieri in un’intervista al Guardian il padre di quella legge: «Non avrei mai immaginato che si sarebbe arrivati a questi numeri quando ho condotto la mia campagna. Tutti possono concordare sul fatto che ci siano troppi aborti», ha detto Lord Steel. Nel Paese è emerso un atteggiamento «irresponsabile», secondo il quale molte donne ricorrono all’aborto «se le cose vanno male» e usano l’interruzione di gravidanza come un metodo contraccettivo. Pur non essendo convinto che la legge attuale vada modificata, Lord Steel ha ammesso che anche l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, «aveva qualche ragione» quando diceva che abortire oggi è diventato troppo facile.