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    December 21

    TRASFERIMENTO

    CARI TUTTI, MI TRASFERISCO SUL NUOVO BLOG:
     
     
    QUESTO BLOG NON VERRA' CANCELLATO MA NON SARA' PIU' AGGIORNATO. PASSATE A TROVARMI NELLA MIA NUOVA "RESIDENZA", NON OCCORRE ESSERE ISCRITTI PER COMMENTARE.
    UN GRAZIE A TUTTI I VISITATORI DI QUEST'ANNO DI MYSPACE!
    EMANUEL
    December 15

    PRESEPE

      Citazione

    Presepio_Imminente

    BUON NATALE A TUTTI!

     

    presepe

     

    December 10

    LA LEGGE DEL PIU' DEBOLE

    Dal Foglio di venerdì 7 dicembre 2007
    La legge del più debole
    “L’ironia è che gli avversari della ricerca sulle staminali embrionali sono stati considerati come antiscientifici, mentre i fautori della ricerca come pionieri in lotta contro la dottrina religiosa. E’ vero il contrario. La promessa della cura non deve essere posta contro il valore infinito della più giovane delle vite umane. Il forte deve proteggere il debole”.
    Sam Brownback, senatore repubblicano
    (foto sotto)
    brownback-744392
     

    embrioum8cell

    Embrione di 8 cellule

    December 08

    TU SE' DI SPERANZA FONTANA VIVACE

    Cari visitatori,

     in occasione della festa dell'Immacolata Concezione ho pensato di proporvi questo magnifico Benigni.

    Buona visione! Emanuel

      

    November 28

    Discussione su Un altro figliol prodigo

    DAL BLOG DI ANDREA MACCO 

    Citazione

    Un altro figliol prodigo
    Troppi aborti in Inghilterra, il padre della legge si pente
     
     
     
    DA "il GIORNALE" del 25 Ottobre 2007, a cura di GAIA CESARE:
     
    Ride e piange. Anche se ha appena dodici settimane. Anche se è ancora nel pancione della mamma. E sembra quasi che cammini nel suo grembo. L’immagine tridimensionale di un feto prodotta da Stuart Campbell, ex professore di Ostetricia e Ginecologia al King’s College di Londra e pioniere delle più recenti tecnologie di analisi prenatale, da qualche tempo ha riaperto nel Regno Unito il dibattito sull’aborto e costretto all’apertura di un’inchiesta del Comitato per la Scienza e la Tecnologia. Ma da ieri, da quando il padre della legge nazionale sull’interruzione di gravidanza, il liberaldemocratico Lord Steel, ha parlato al Guardian sostenendo che «troppi aborti» vengono praticati nel Paese e che l’abuso è ormai diventato una triste realtà, a Londra è scoppiata la bufera.
    [...]
     
    E i numeri non sono confortanti. Secondo le più recenti statistiche, lo scorso anno in Inghilterra e Galles sono stati praticati oltre 194mila aborti - con un aumento del 4 per cento rispetto al 2005 -, ma la cifra supera quota duecentomila se si includono anche quelli cui sono state sottoposte le donne irlandesi e nordirlandesi (dove la legislazione consente l’interruzione di gravidanza solo in caso di pericolo di vita per la madre e spinge verso la Gran Bretagna molte donne che non vogliono rinunciarvi). I dati del 1967 - anno in cui è entrato in vigore il provvedimento - registravano 55mila aborti.
    È proprio a causa di queste cifre che si è pronunciato ieri in un’intervista al Guardian il padre di quella legge: «Non avrei mai immaginato che si sarebbe arrivati a questi numeri quando ho condotto la mia campagna. Tutti possono concordare sul fatto che ci siano troppi aborti», ha detto Lord Steel. Nel Paese è emerso un atteggiamento «irresponsabile», secondo il quale molte donne ricorrono all’aborto «se le cose vanno male» e usano l’interruzione di gravidanza come un metodo contraccettivo.
    Pur non essendo convinto che la legge attuale vada modificata, Lord Steel ha ammesso che anche l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, «aveva qualche ragione» quando diceva che abortire oggi è diventato troppo facile.

    Per leggere l'Articolo completo: CLICCATE QUI.

    Che dire? Speriamo che l'uomo accenda la sua intelligenza e arrivi a comprendere la sacralità di una vita fin dall'istante del concepimento.

    Dibattito aperto nei commenti.

     

    November 24

    CANTIAMO LA VITA 2007

     Cari tutti,
    ogni anno il Movimento per la vita organizza a Pavia Cantiamo la vita, concorso nazionale di musica leggera, aperto a tutti, con l'intento di valorizzare in modo gentile il rispetto della vita nei suoi molteplici aspetti, dal concepimento al termine naturale.
    Quest'anno si terrà al Teatro Fraschini di Pavia alle ore 21.
    "Cantiamo la vita" si fa conoscere in tutta Italia grazie ai frequentati domini internet www.cantiamolavita.it e www.cantare.info ed al seguito di tv locali e nazionali.
    Sempre sul web si è raggiunto sinora un picco di ben 362 siti che hanno presentato diffusamente il nostro concorso. La nostra idea forza è che, per difendere la più microscopica delle creature umane, occorre fare le cose in grande.
    "Cantiamo la vita" è insomma una festa della vita: non si parla di leggi, non si fanno polemiche. Si propone invece uno stile che "dica" il lavoro straordinario dei nostri tantissimi volontari che tutti gli anni, in Italia, accolgono migliaia di madri in difficoltà, aiutandole a far nascere i loro bambini.

    Perchè il messaggio pro vita è la gioia che rimane dopo che le parole se ne sono andate: se le parole fanno troppo chiasso, se ne volano via senza lasciare traccia.  

    Cantiamo la vita 2007

    November 20

    LA TERZA REPUBBLICA?

    Sembrava un uomo solo e sconfitto. Ferito. Accerchiato, sotto il fuoco incrociato di avversari e alleati, amici e nemici. Dopo l’approvazione della legge Finanziaria da parte del Senato (161 voti contro 157), Silvio Berlusconi  sembrava inesorabilmente sotto processo.

    Da più parti si chiedeva un cambiamento di rotta. E cambiamento di rotta è stato. Il Cavaliere ha fatto ciò che gli riesce meglio ovvero, sparigliare le carte: pensavate di farla a me? Di mettermi in un angolino? Eccovi serviti. Non ho bisogno di voi, sembra dire Silvius agli alleati. Fondo un nuovo partito, ricomincio dal 35%  e decido io con chi allearmi. Tanto per mettere in chiaro come stanno le cose. Tanto per mettere in chiaro con chi stanno le 8 milioni di persone che hanno fatto la fila ai gazebo. E se il Partito Democratico si dimostra più intelligente ed affidabile di voi, pazienza, peggio per voi.

                                                          citizen_berlusconi

    Certo, mettere assieme due primedonne, come Veltroni e il Cavaliere, non sarà cosa semplice. Ma il leader democratico non ha certo intenzione di ripercorrere le orme di Prodi, il quale governa con una coalizione ingestibile che va da Mastella ai trotzkisti: vuole contare, buttare sul piatto il peso del suo 27%, se necessario correre da solo.

    Creare un nuovo scenario politico è ora l’interesse comune dei due leader: e la via obbligata si chiama legge elettorale. Modello tedesco? Spagnolo? Referendario, cioè con premio di maggioranza al partito più grande? Ai due protagonisti vanno bene tutti e tre. Si può dire lo stesso degli altri attori politici? Credo proprio di no. Ed è per questo che sarà interessante valutare le posizioni dei partiti fra qualche giorno, una volta calmatesi le acque, quando le teste dovranno cominciare a ragionare.

    Dunque sarà Partito delle Libertà. O del Popolo delle libertà: già, perché saranno gli elettori a sceglierlo. Lo ha promesso Berlusconi: un partito che nasce dal basso, con la gente che potrà scegliere con le primarie i candidati e persino il nome. Interessante, questo Partito del Popolo. Forse inizia davvero la Terza Repubblica.

                                                              nuovopartito

    November 18

    Discussione su Si parla tanto di sesso, ma poi???

     Cari ragazzi,

    Commentermo insieme gli sviluppi politici post finanziaria nel prossimo intervento. Intanto, mi piacerebbe proporvi questa bella riflessione di Davide Rondoni che riprendo dal blog di Madda.

    Buona lettura!

    Emanuel 

    Citazione

    Si parla tanto di sesso, ma poi???

    "LE MASCHERE SBAGLIATE DEL SESSO BANALIZZATO

    Com'è possibile che una cosa bella si trasformi in orrore? Che una specie di allegria, di giovanile smania di provare piacere, emozioni forti, degeneri in folle e cupa morte? Molti se lo chiedono, guardando le foto e i filmati che con una insana voluttà i media mostrano dei baci, delle pose, delle foto dei ragazzi protagonisti nel caso di Perugia. Leopardi lo sapeva. Che il sesso può degenerare in ira, in orrore. Lo scrive nella sua poesia ad Aspasia.
      L'uomo, dice in quei versi, quando s'accorge che la donna non soddisfa il suo desiderio, monta in ira. E s'arrabbia con lei.
      Qualcosa del genere, tremendamente, dev'essere avvenuto in quella casa. Ora la vita di quei ragazzi, uguale a quella di tanti loro coetanei, viene setacciata. E sotto le espressioni zuccherose, sotto le pose carine, si scopre una consuetudine quasi spensierata con il sesso. Come se, appunto, il sesso fosse una faccenda di zucchero filato, una cosa carina da fare a piacimento, un godimento a portata di mano, da consumare senza troppi pensieri. E invece non sapevano, o fingevano di non sapere, che il sesso è una cosa grandiosa. Che fa toccare all'uomo e alla donna le vette e gli abissi. Non sapevano, non lo avevano insegnato loro, o fingevano di non sapere, che il sesso non è solo una piacevole ginnastica, una faccenda di tenerezza, o solo un momento, una parentesi piacevole in giornate noiose. Ignoravano, o fingevano di ignorare, che è un'esperienza fortissima, che muove le corde più profonde della personalità. Che porta a fare esperienza dell'abissale. Una sperdutezza. In cui tutto entra in sommovimento, in cui si scatenano forze non del tutto controllabili. Insomma, una cosa grandiosa. Rispetto alla quale la cosa peggiore è essere superficiali.
      La banalizzazione del sesso, infatti, è una delle violenze maggiori della cultura e della società contemporanea. A cui tutti si prestano: media, uomini di potere e no, donne di successo e no. Non è un caso che in un'epoca in cui le esperienze forti di rapporto con 'qualcosa' di infinito sono state censurate in favore di un banale materialismo o di un soffocante psicologismo, il sesso diviene per molti, giovani ma non solo, una specie di ultima spiaggia, di luogo dove provare finalmente qualcosa di forte. Visto che nell'educazione dei giovani è stata censurata o mal proposta l'importanza della religiosità o dell'arte, del rapporto con l'infinitamente alto, ecco che il sesso diventa l'unica azione in cui spasmodicamente si cerca qualcosa di infinito. E poiché fare sesso è diventato 'facile', e hanno insegnato che è una cosa 'facile', in tanti ci si buttano senza più nessun timore, nessun pudore, nessuna reverenza.
      Tranne poi scoprire a volte che il sommovimento che provoca nella persona - legami, gelosie, scoperte - meriterebbe più consapevolezza, maggior cautela. Si è spacciata come leggera un'esperienza che può essere allegra e gioiosa proprio se considerata nella sua gravità, nella sua forza, nella sua importanza. Esaltandolo continuamente in modo leggero, i signori della cultura odierna, hanno finito per banalizzare il sesso. Per non farne scorgere più il volto profondo. Deformandone il volto umano e divino in una maschera da un lato sorridente in modo idiota e dall'altro spaventosa" (Davide Rondoni, Avvenire, 11-11-2007).

     

    November 10

    SUBITO AL VOTO: CENTRO-SINISTRA A CASA!

    Rivotiamo.it

    Cari lettori,
    mentre ancora una volta la sinistra radicale condiziona le scelte del Governo, stavolta sulla sicurezza, continua l'incerto percorso della Finanziaria al Senato.
    Quasi non passa giorno che la maggioranza non debba spaccarsi e dividersi: sulla Rai, sul caso De Magistris, sul Ponte di Messina, e chi puù ne ha più ne metta. Un centrosinistra vergognoso che in svariate occasioni si è salvato solo grazie all'apporto dei senatori a vita, e che nonostante ciò è stato sconfitto molteplici volte.
     
     E' giunto il momento di dire BASTA a questo Governo.
     
    Forza Italia, il partito a cui aderisco, sta organizzando una massiccia raccolta di firme, obiettivo 5 milioni di adesioni.
    Perchè l'unico sbocco naturale di questa legislatura sono le elezioni anticipate. Non c'è spazio per soluzioni diverse.
    Silvio Berlusconi l'aveva proposto subito dopo le elezioni: formiamo un Governo di larghe intese, come in Germania. Ma loro no, si sono voluti prendere tutto: la Presidenza della Camera, quella del Senato e persino al Quirinale siede un uomo di sinistra.
    Il tempo è scaduto: mandiamoli a casa!
     
    Firma anche tu l'appello su:
     
    http://www.rivotiamo.it/         

      

    Rivotiamo.it

    November 06

    PAVIA, IL CASO SNIA

    Cari lettori,
    in questi giorni si parla molto di sicurezza, con particolare riferimento alla situazione degli immigrati.
    E' un problema che riguarda moltè città italiane.
    Anche qui a Pavia abbiamo avuto un caso che ha molto coinvolto l'opinione pubblica locale e che ha vuto qualche eco anche sui media nazionali: ve lo presento, anche perchè penso possa essere un utile lezione anche per altre situazioni simili.
    In particoalre, vi segnalo un video trasmesso su La7 il 11 Settembre e un articolo comparso sul quotidiano "Il Giornale" il 8 Settembre.
    Buona informazione!
     
     
     
      
    Non è vero che chi campa di espedienti, ruba e rapina o peggio, per il semplice fatto di essere cittadino comunitario, come Rom e rumeni, non può essere cacciato dall’Italia. Il decreto legge varato dal governo Prodi il 6 febbraio di quest’anno, e che recepisce le direttive emanate dall'Unione europea fin dal 2004, detta ai sindaci e ai funzionari pubblici norme molto precise. E anche piuttosto severe. È vero, tutti i cittadini appartenenti ad un Paese Ue possono soggiornare liberamente per tre mesi. Ma sia l’ingresso che il soggiorno possono essere vietati o revocati per motivi di ordine pubblico e sicurezza. Trascorsi tre mesi dal loro ingresso, hanno l’obbligo di iscriversi all’anagrafe: ma devono avere, e dimostrare di averlo, un lavoro dipendente o autonomo, o essere studenti; oppure avere i mezzi per mantenere se stessi e la famiglia. E - addirittura - devono «essere titolari di un'assicurazione sanitaria» (art. 9). In caso contrario e nel caso in cui i loro comportamenti abituali «rappresentino una minaccia concreta e attuale tale da pregiudicare l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica» (art. 20), non possono restare.
    Queste sono le linee guida che l’Unione Europea ha dettato fin dal 2004 in tema di immigrazione di cittadini comunitari. Il consiglio dei ministri ha dedicato un’intera seduta, il 19 gennaio 2007, al decreto legge n.30 (vedremo tra poco su proposta di chi), emanato dal Presidente della Repubblica il 6 febbraio, finito sulla Gazzetta ufficiale il 27 marzo scorso. Solo che se lo sono dimenticati.
    Non fosse stato per il sindaco di Pavia, Piera Capitelli, ds, non avremmo probabilmente mai saputo nulla di questo provvedimento che ha il valore di legge. Facendo leva su questo decreto il sindaco ha detto no a un nuovo campo Rom. E il prefetto di Pavia dovrebbe adottare «provvedimenti di allontanamento» dall’Italia per 200 rom da tempo accampati nel vecchio stabilimento Snia, «visto le esperienze passate, tutte negative» tentate dall'amministrazione comunale per farli vivere in modo decente e compatibile con i residenti. «Da gennaio questo nucleo è diventato sempre più consistente» racconta Piera Capitelli: «Mi sono resa conto che la situazione sanitaria è disastrosa». Per la consolidata abitudine degli zingari di estrarre ferro dalle strutture murarie, poi, gli edifici rischiano di implodere. «All’interno dell’insediamento vige un sistema di violenza e di sopraffazione imposto dai capi Rom. E nessuno di questi ha i requisiti per rimanere in Italia» prosegue il sindaco. L’amministrazione comunale ha avviato anche interventi a sostegno dei soggetti più deboli, donne incinta e minori. «I capi hanno tentato di imporre il ricatto con la parola d'ordine: restiamo tutti uniti, ché così ci danno il campo. Ma il campo non ce lo avranno mai». Per protesta contro l’iniziativa del sindaco ds, Il Prc ha annunciato di non volere più far parte della maggioranza che sostiene la giunta di centrosinistra. Il principio di fondo del decreto legge, che si adegua all’orientamento della Ue, è che in Italia possono rimanere solo coloro che possono dimostrare di avere per sé e la famiglia risorse economiche - testuale - «sufficienti per non diventare un onere a carico dell’assistenza sociale dello Stato» ospitante. In ogni caso possono essere colpiti da un provvedimento di allontanamento tutti quelli che «con i loro comportamenti rappresentino un pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico». Per la cronaca, il decreto perfettamente in vigore e «dimenticato» è stato proposto dal ministro delle Politiche europee Emma Bonino e dal ministro dell’Interno Giuliano Amato, d’accordo con il ministro dell’Economia (Padoa-Schioppa), della Giustizia (Mastella), del Lavoro (Damiano) e degli Affari regionali (Lanzillotta)
     
    November 03

    VESCOVI DISOBBEDIENTI?

    Cari lettori,

    guardate un pò quest'intervista a Mons. Perl, Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. La trovo davvero interessante.

    E' recuperata dal sito Petrus, quotidiano on-line sul pontificato di Benedetto XVI:

     

    http://www.papanews.it/news.asp?IdNews=3479#a

     

    Buona lettura!

    Emanuel

     

    Messa in latino, esclusiva di “Petrus” - Monsignor Perl della Commissione 'Ecclesia Dei': “Troppi Vescovi e sacerdoti disubbidienti, al vaglio una nota chiarificatrice sul Motu Proprio del Papa”

     

    di Bruno Volpe

    CITTA’ DEL VATICANO - “E’ vero, stiamo redigendo un documento-istruzione sulla giusta interpretazione del Motu Proprio ‘Summorum Pontificum’ che ha liberalizzato la Messa secondo i libri liturgici di San Pio V cosi’ come modificati dal Beato Giovanni XXIII“. Lo afferma in un’intervista esclusiva a “Petrus” Monsignor Camille Perl, Segretario della Pontificia Commissione ‘Ecclesia Dei’, che aggiunge: “Pur non essendo una Congregazione, abbiamo ricevuto la facoltà di preparare questa nota per la definizione di alcuni aspetti del Motu Proprio papale quale, ad esempio, quello del gruppo stabile. Dovremo cioè chiarire per gruppo stabile cosa si intende, quante persone precisqamente dovranno chiedere al proprio parroco di celebrare con il rito pre-conciliare“.

    Monsignor Perl, l’istruzione si deve alle varie contestazioni sollevate da vescovi e sacerdoti contrari alle nuove norme sull’accesso alla Messa con rito tridentino?

    “La situazione è sotto gli occhi di tutti. Del resto, dopo il Motu Proprio del Papa era lecito aspettarsi reazioni contrastanti. Alcuni hanno manifestato entusiasmo, altri no. Eppure basterebbe considerare che il Motu Proprio non è caduto dal cielo, ma è il frutto di un lungo cammino”.

    Allora perchè alcuni vescovi e molti sacerdoti non lo accettano?       

    “Bisognerebbe chiederlo a loro. Personalmente, credo che il problema sia di ordine generale. Oggi, in tutti i campi della società, si è perso il senso dell’obbedienza e del rispetto dell’autorità. Come dire, in pochi sono davvero capaci di ubbidire“.

    Eppure il rito tridentino di San Pio V, caratterizzato da bellezza liturgica e spiritualità, non è mai stato abolito dalla Chiesa…

    “Assolutamente no, il Concilio Vaticano II non ha mai cancellato il messale anteriore. Ritengo che il Papa Benedetto XVI abbia fatto bene a liberalizzarlo, valorizzando così un patrimonio e un gioiello della Chiesa. Non voglio fare una comparazione tra la Messa di Papa Paolo VI e quella anteriore, non sarebbe giusto. Ma non è storicamente sensato voler cancellare il valore della tradizione”.

      E intanto gli abusi liturgici, definiti “al limite del sopportabile” dallo stesso Benedetto XVI nel Motu Proprio “Summorum Pontificum”, sono sempre maggiori…

    “Non me ne parli. E nessuno riesce ad eliminarli, proprio perchè, come le ho detto, non esiste il senso del rispetto dell’autorità. La liturgia non si può imporre, ma mi sembra  giusto affermare che dopo il Concilio Vaticano II, e con questo non voglio ovviamente emettere alcuna sentenza di condanna, la Messa alcune volte si è trasformata in qualcosa di emozionale, e così è stato messo da parte il suo reale valore di sacrificio e di dono. Si è pensato che il nuovo fosse migliore, che il nuovo sia sempre migliore. Succede così anche nella vita di tutti i giorni, le scarpe nuove vengono considerate meglio di quelle vecchie…”.

    In ultimo, un chiarimento: i fedeli in comunione con il Papa e la Chiesa di Roma possono assistere a Messe della Fraternita’ di San Pio X o incombono nella scomunica?

    “Non sono assolutamente scomunicati coloro i quali assistano ad una Messa della fraternità di San Pio X. La liturgia è valida, anche se loro sono considerati scismatici. Del resto, è valida per i cattolici anche la liturgia degli ortodossi“.

    October 28

    OMOSESSUALITA': NON E' UNA SCELTA?

    Cari lettori,

    forse credevate di averle viste tutte, ma guardate un pò questo manifesto della Regione Toscana:

    Manifesto Regione Toscana

     
    Per chi volesse saperne di più:
     
     
     
    Ciao a tutti
    Emanuel
    October 23

    Discussione su La fedeltà

    Cari tutti

    riporto quest'intervento dal blog di Laura, la quale ha ripreso un mio commento all'intervento

    http://lallalland.spaces.live.com/blog/cns!BD56BB4E4B6C7243!2957.entry#comment 

    Tra i commenti incollo quello che a mia volta ho risposto.

    Ciao

    Emanuel

    Citazione

    La fedeltà
    Questo argomento mi ha sempre affascinata,la fedeltà,che poi ha la stessa radice semantica di FEDE,e dunque si riprende l'argomento precedente..un caro fratello che ogni tanto mi passa a trovare su queste pagine mi ha rivolto un interessante spunto che passo qui a postarvi e di seguito quello che ho scritto io su questo argomento..
    Ciao Laura
    quello che scrivi mi fa venire in mente in salmi. Quanti salmi iniziano dicendo "no, qui non va" e finiscono lodando Dio!
    Eppure Egli non rifiuta il lamento. A ben pensarci, anche il lamento rivolto a Dio è un modo per rimanere uniti a Lui.
    Il senso del limite è presente in più di un episodio biblico: Mosè tenta di schernirsi dicendo "non so parlare", Geremia afferma "sono giovane",...
    Ma Dio si fa beffe del nostro limite.
    Grazie Laura per questa osservazione.
    Emanuel 
     
    Certo..lo stesso Mosè "rimprovera" Dio per non avere prestato attenzione alle esigenze del popolo..e il popolo arriva addirittura a rimpiangere i tempi della schiavità d'Egitto in cui almeno mangiavano e dormivano al chiuso,anzicchè girovagara nel deserto a morire di fame..ma c'è una cosa da sottolineare in tutto questo..un filo che riconduce all'antica concezione del pio israelita di Dio,Dio che è la roccia sulla quale il popolo fonda la sua forza e la sua salvezza,Dio che è il datore di Beni,ma soprattutto un Dio con il quale il popolo stipula un "patto",o per dirla in ebraico "un'ALLEANZA" con DIo,il termine che viene ripreso dal mondo giuridico implica una reciproca responsabilità e il venire meno al patto con Dio per Israele significa patire..ma..DIO è FEDELE SEMPRE,è solo il popolo che si allontana da Lui che che (alla maniera di Adamo)vuole essere Dio senza Dio.La novità la porta Cristo,con il quale non solo veniamo insieriti nel progetto di salvezza di Dio per l'uomo, ma.."PER CRISTO,CON CRISTO ED IN CRISTO" siamo chiamati ad essere SANTI COME DIO è SANTO,dunque..A divenire DIO CON DIO.Ecco la novità apportata da Gesù,in Lui la vecchia Alleanza non viene annullata ma viene COMPIUTA e portata alla sua più totale realizzazione,visto che l'uomo per sua indole sarebbe portato all'infedeltà..Dio per compiere questo progetto di salvezza deve per forza abbassarsi Egli stesso e andare incontro all'uomo,non solo per rendersi comprensibile,ma per far si che l'ALLEANZA si possa compiere finalmente IN PIENEZZA,visto che Cristo è uomo ma è DIO..il Solo che resta SEMPRE FEDELE.
    Ti ringrazio dello spunto e dell'approfondimento,spero di non averti annoiato..
    pax tibi,Laura
    October 17

    UN LEADER (E UN PARTITO) AMERICANO?

     
    Cari tutti, vi propongo questa riflessione sulla leadership di Walter Veltroni nel nascente Partito Democratico, tratta dal programma Otto e mezzo del 16 ottobre, andato in onda su "la7".
    Buona visione!
     
     
    October 05

    ITE MISSA EST

    Cari tutti,

    forse avete sentito dire, in modo improprio, che d’ora in poi si potra’ tornare a celebrare Messa in latino. Qualcuno potrebbe chiedersi allarmato se dovrà subire spatafiate interminabile di una lingua incomprensibile: tranquilli, la risposta e’ no, a nessun cattolico sara’ fatto obbligo. Ma allora, perche’ se ne parla tanto? Come mai e’ cosi importante?

     

                                               

     

     Il Messale in lingua latina fu istituito da papa San Pio V nel 1570 all’indomani del Concilio di Trento, come rito “sicuramente cattolico”. Bisogna infatti comprendere che era da poco avvenuto lo scisma protestante e anche la liturgia correva il rischio di venire “contaminata”.

    Il rito istituito da Papa Ghislieri, pur con le modifiche introdotte nei secoli, godette di notevole longevità,  in quanto venne sostituito come rito ordinario della Chiesa Cattolica solo nel 1969 dal Messale di papa Paolo VI.

    La nuova Messa introdusse importanti innovazioni: le piu’ note sono l’introduzione della lingua “volgare” e l’abrogazione dell’altare “coram Deo” in cui il sacerdote dava le spalle al popolo.

    L’antico Messale venne vietato anche se in realtà non fu mai abrogato.

    L’innovazione liturgica pero’ non convinse tutti all’ interno della Chiesa Cattolica.

    Scrisse in seguito l’allora Cardinale Ratzinger:

    “Nel corso della sua storia la Chiesa non ha mai abolito o proibito forme ortodosse di liturgia, perché ciò sarebbe estraneo allo spirito stesso della Chiesa…Rimasi sbigottito (nel 1970, ndr) per il divieto del messale antico, dal momento che una cosa simile non si era mai verificata in tutta la storia della liturgia. Si diede l’impressione che questo fosse del tutto normale”, ma, spiego’ Ratzinger “la promulgazione del divieto del messale che si era sviluppato nel corso dei secoli, fin dal tempo dei sacramentali dell’antica Chiesa, ha comportato una rottura nella storia della liturgia, le cui conseguenze potevano essere solo tragiche”.

    Un nutrito gruppo di intellettuali sostenne due appelli, nel 1966 e nel 1971, in difesa dell’ anitca liturgia. Si tratto’di personalità del calibro di Borges, De Chirico, Elena Croce, W. H. Auden, Bresson, Dreyer, Del Noce, Julien Green, Maritain, Montale, Cristina Campo, Mauriac, Quasimodo, Evelyn Waugh, Maria Zambrano, Elémire Zolla, Gabriel Marcel, Salvador De Madariaga, Contini, Devoto, Macchia, Pallottino, Paratore, Bassani, Luzi, Piovene, Andrés Segovia, Harold Acton, Agatha Christie, Graham Greene e il pure direttore del “Times”, William Rees-Mogg.

    Molti fedeli rimasero legati al rito tradizionale. Per venire incontro alle esigenze di costoro, nel 1984 Papa Giovanni Paolo II concesse un indulto rinnovato nel 1988, in seguito allo scisma dei lefevbriani, ultratradizionalisti ed ostili alla “nuova” liturgia

    Si pote’ cosi’ tornare a celebrare l’antico rito su autorizzazione del Vescovo. Secondo diverse fonti, pero’ tale permesso fu concesso solo in pochi luoghi.

     

     

    Il 7 luglio 2007 si e’ giunti infine al motu proprio Summorum Pontificum, in cui il Benedetto XVI ha ulteriormente semplificato l'utilizzo della liturgia tridentina.

    Il Santo Padre afferma che esistono due forme del Rito Romano: la forma ordinaria, che è la Messa di Paolo VI, e la forma straordinaria, cioe’ la Messa di san Pio V. Pertanto,”Nelle parrocchie in cui esiste un gruppo di fedeli aderenti alla precedente tradizione liturgica, il parroco accolga volentieri le loro richieste per la celebrazione della Santa Messa secondo il rito del Messale Romano edito nel 1962” (“Summorum Pontificum” art. 5).

    Penso che tutti coloro che hanno a cuore la tradizione della Chiesa non possono che essere grati a Papa Ratzinger per aver reso piu’ accessibile un simile patrimonio.

     

     

    September 20

    Discussione su il Paracadute

    Citazione il Paracadute

     

                

     

    LA NOSTRA MENTE E' COME IL       PARACADUTE:

     

     

     

     

                                                  FUNZIONA SOLO

                           SE E' APERTA!

    August 27

    EUTANASIA: PERCHE NO

    EUTANASIA: QUALCHE LAICISSIMA RAGIONE PER DIRE NO

    Qualche mese fa, in coincidenza del caso Welby, si e aperto un dibattito nel Paese sulla questioni dell- accanimento terapeutico e della eutanasia. E impossibile in poche righe affrontare tutti gli aspetti della questione, ma ritengo importante provare a parlarne. Come tutti sanno, la Chiesa Cattolica e contraria alla eutanasia e alla sua legalizzazione. Alla base di questo rifiuto, non vi e un cieco fideismo, bensi alcune laicissime ragioni, che anche un ateo puo condividere. Proviamo a vedere le piu importanti

    1) si dice che la eutanasia dovrebbe essere accettata ove il paziente subisse un dolore insopportabile. Ma qui sorge il primo problema: chi giudica la insopportabnilita del dolore: il paziente? Ma la sua valutazione e inevitabilmente influenzata dallo stato di malattia. Inoltre, in base a questo criterio, chiunque si trovasse in condizioni disperate potrebbe chiedere la eutanasia: un depresso, un tossicodipendente disperato, chiunque fosse tentato di suicidio.

    2) E chiaro che dovrebbe subentrare una valutazione del legislatore: e qui entra il secondo problema. Come si fa a stabilire il confine entro cui una vita e degna di essere vissuta oppure no? Un malato di tumore e degno di vivere? Un malato di Sla? Una spina bifida? Un handicappato? Un malato mentale? A che eta e possibile scegliere? A 18, magari a 12 anni (come in Olanda)? E quelli sotto tale eta non soffrono anche loro?

    3) Terzo problema: se il paziente non e in grado di decidere chi decide per lui? Pensiamo al caso di Terri Schiavo. Il testamento biologico non puo essere una soluzione. Infatti una persona e chiamata a decidere su ipotetiche condizioni che non conosce, pertanto la reale utilita di questa pratica e tutta da dimostrare.

    4) Chi assicura che non ci sarebbero dei tentativi di influenzare il malato, magari anziano, magari per motivi patrimoniali o perche considerato un peso? In tal caso, come si fa a verficiare la reale volonta del paziente?

    5) La eutanasia non e un suicidio, bensi un omicidio del consenziente: si chiede ad un altra persona di macchiarsi di un delitto. Quindi non e vero che la eutanasia coinvolge solo il paziente.

    6) La legge ha sempre un’efficacia pedagogica. Introdurre la eutanasia nello ordinamento significa normalizzare a livello collettivo una pratica di morte.

    7) Una volta legalizzata una tale pratica , sia pure nei casi estremi, vale la regola del piano inclinato, ovvero: si sa dove si inizia e non si sa dove si finisce. Si guardi alla Olanda e al dibattito sulla eutansia dei neonati!

    Come vedete non ho citato Dio o la religione. Per dire no alla eutanasia basta la ragione.

    August 18

    MEETING

    CARI TUTTI,

    PER LA PROSSIMA SETTIMANA BLOG SOSPESO CAUSA MIA PARTECIPAZIONE AL

    MEETING DI COMUNIONE E LIBERAZIONE A RIMINI

    (VEDI http://www.meetingrimini.org/ ).

    SARO VOLONTARIO ALLO

    STAND DEL MOVIMENTO PER LA VITA, PADIGLIONE C3,

     

    LASCIATE PURE COMMENTI SUL BLOG, VI RISPONDERO UNA VOLTA TORNATO QUANDO AVRO' TEMPO.

    CIAO A TUTTI!

    EMANUEL

    August 17

    MEDJUGORIE

     

    Cari tutti, dopo una lunga pausa torno finalmente ad occuparmi di questo blog. Lo faccio parlando di un luogo dove sono stato recentemente in pellegrinaggio, e dove secondo molte persone la Madonna appare da 26 anni. Parlo di Medjugorie. Medjugorie e un paese della Bosnia Erzegovina, a qualche Km da Mostar. Stando alla ricostruzione di chi ci crede, nell’ormai lontano giugno 1981, ai tempi della Iugoslavia di Tito, la Vergine Santa avrebbe cominciato a manifestarsi ad alcuni ragazzi e da allora appare stabilmente a sei veggenti Vicka, Jakov, Miriana, Ivanka, Ivan e Marija. A questi avrebbe anche rivelato negli anni 10 segreti sul futuro del mondo. Si puo immaginare la reazione delle autorità dell’epoca interrogatori, boicottamenti, arresti, ecc. A distanza di piu di due decenni, non nessuno e riuscito ad insabbiare tutto, ma Medjugorie e addirittura meta di .ca 4 milioni di pellegrini all’anno, un vero record. Cosa pensare di tutto questo La Chiesa mantiene un atteggiamento prudente, e tuttavia non vieta ai fedeli che lo desiderano di recarsi in pellegrinaggio (cioe “non constat de supernaturalitate”, “non siano certi si tratti di fatti soprannaturali”) . La decisione percio e lasciata ai singoli cristiani. Personalmente ho scelto di credere. Capisco le perplessita di chi obietta che si tratta di apparizioni lunghe, ma nel messaggio di Medjugorie non c’e nulla che si opponga al Magistero della Chiesa, anzi Medjugorie e un richiamo continuo alla penitenza, alla preghiera, alla Confessione e alla Riconciliazione con Dio, e luogo di numerose conversioni prima ancora che di fatti soprannaturali. La conversione del cuore e il vero miracolo di Medjugorie. Come dice il Vangelo, l’albero si riconosce dai frutti. Tutto questo non puo essere frutto del demonio, che se si mettesse contro se stesso avrebbe vita assai breve.   

    July 12

    SCALONE?

     

    Cari tutti,

    con questo intervento tocco un argomento spinoso, al centro della discussione pubblica:

    Parlo di pensioni.

    Il precedente Governo di centrodestra aveva varato una riforma del sistema previdenziale con due possibilità d’uscita:

    1)      40 anni di contribuzione

                     2) a partire dal 2008, 35 anni di contribuzione + 60 anni d’età

    Attualmente, per andare in pensione bastano 35 anni di contribuzione più 57 anni d’età.

    Il problema sorge per via del cosiddetto scalone, perché nel 2008 si aumenterebbe l’età in un solo colpo di 3 anni. Sarebbe meglio, si sostiene, ammorbidire tale passaggio con degli “scalini”.

    Tuttavia chiediamoci: è così scandaloso andare in pensione a 60 anni? Vediamo cosa accade negli altri Paesi. Scrive infatti Francesco Giavazzi sul Corsera (editoriale, 4-7-2007):

    “In Spagna e Olan­da il limite d'età è 65 anni; in Svezia 65 anni con 40 an­ni di contributi; in Germa­nia 63 anni e 35 anni di contributi: in Francia. dal 1° gennaio, si dovrà aver versato 40 anni di contri­buti: in Svizzera 65 anni e 44 di contributi”

    Non solo. Scrive ancora Giavazzi:

    “Oggi in Italia vi sono tre anziani, persone dai 65 an­ni in su, ogni dieci persone in età di lavoro, 15-64 an­ni. Fra quindici anni ve ne saranno quattro; nel 2050, quando i nostri figli vor­ranno andare in pensione, sette. Cioè dieci persone in età di lavoro dovranno produrre abbastanza per sostenerne oltre 17 (oltre, perché ci saranno anche dei bambini e dei ragazzi in età inferiore ai sedici an­ni). Ma in Italia, come si sa, la partecipazione al mercato del lavoro è mol­to bassa: non tutte quelle dieci persone in età di lavo­ro lavoreranno. Si stima così che nel 2050 ogni lavo­ratore dovrà sostenere più di due persone: se stesso, un anziano e forse anche un bambino. E' evidente che a quel punto o si lavo­rerà più a lungo, ben oltre i 65 anni, oppure la pensione non garantirà più una vecchiaia dignitosa”

    Quindi:

    “E' giusto che oggi si va­da in pensione a 57 anni, sapendo che i nostri figli dovranno lavorare fino ai settanta?”

    La domanda è più che legittima. E merita un adeguata risposta.