May 19
BENEDETTO XVI ALL'UNIVERSITA' DI PAVIA!
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA
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Visita di S.S. Papa Benedetto XVI
Intervento di saluto del rappresentante degli studenti Stefano Pellegrino
Cortile Teresiano dell’Università – 22 aprile 2007, ore 16,00
Santità,
è grande la commozione e la gratitudine per la Sua presenza in questo luogo.
Lei, sin dall’inizio del suo pontificato, ha lanciato una grande sfida, affermando che “il cristianesimo è il vero umanesimo”. Noi accogliamo questa sfida là dove si svolgono le nostre giornate: in Università.
Siamo grati di trovarci in un ateneo così prestigioso e pensiamo che gli anni che trascorriamo qui siano un tempo e un luogo privilegiati per verificare costantemente quanto Lei continuamente propone!
L’Università è innanzitutto luogo di educazione: in un articolo di qualche anno fa, si leggeva che “i giovani di oggi non sanno chi sono. Forse non vogliono saperlo […] Preferiscono restare passivi e vivono avvolti in un misterioso torpore”. Capita anche noi di riconoscere una certa debolezza dell’affezione e una pigrizia della ragione, indeboliti pertanto nella capacità di raggiungere certezze. Ma non ci accontentiamo! Ci rendiamo conto che abbiamo gli strumenti che ci permettono di uscire da questa empasse: ragione e libertà.
La ragione non è una misura, come Lei ci ha sempre indicato, non è una logica, ma una vera e propria apertura che culmina nel riconoscimento di ciò che è evidente. L’inizio di questo cammino è per noi lo stupore di fronte alla grandezza del mondo e alla bellezza del particolare. Solo da questa premessa ci sembra possibile non cadere nel tranello che vorrebbe tenere la ragione e la fede su binari paralleli. Ragione quindi, ma anche libertà: ci sentiamo di dire che l’università è e dovrà essere sempre più un luogo di libertà. Infatti l’università, nonostante le varie difficoltà, è ancora terreno fertile, in cui ci sono maestri da seguire, uomini a cui guardare. La possibilità di crescere in università è grande, proprio perché ci sono delle ipotesi su cui impegnarsi. Per questo abbiamo una grande responsabilità: la ricerca di un maestro e la verifica personale di ogni proposta seria per la nostra libertà. Tutto questo è l’avventura del crescere, dello scoprire sempre più la nostra umanità. Lei, appena eletto Vicario di Cristo, si definì un umile servitore. Infatti, l’uomo seriamente impegnato nell’avventura della conoscenza è il mendicante. Colui che cerca, colui che attende. In un clima sempre crescente di scetticismo e di nichilismo, abbiamo bisogno di ricordarlo in ogni istante e, oggi, la Sua presenza qui ci riempie di gioia perché ne è testimonianza.
Grazie.